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Imbrattate le due “Pietre d’inciampo” gemelle di via Pascarella

Il Sindaco Pilotto: “Gesto inspiegabile e senza senso, messo in atto nei giorni precedenti alla Festa della Liberazione”

Categorie:
2026-Comunicati

Data :

22 aprile 2026

Imbrattate le due “Pietre d’inciampo” gemelle di via Pascarella
Municipium

Descrizione

Due delle “Pietre d’inciampo” presenti nella città di Monza e posate in occasione del Giorno della Memoria sono state imbrattate, e con loro anche le targhe che ne spiegano il senso. Le Pietre di inciampo vengono posate in tutta Europa a ricordo di quanti non fecero ritorno a casa dai campi di concentramento. In Provincia di Monza e Brianza e a Monza sono molte, perché molte furono le persone mai tornate da quei luoghi.

Le due Pietre gemelle, poste in corrispondenza di via Pascarella 6, nel quartiere Cederna, sono state posate proprio lo scorso gennaio 2026, in memoria dei due monzesi Angelo Zampieri e Mario Certa.

Il Sindaco Paolo Pilotto, appreso il fatto, ha stigmatizzato l’episodio, definendolo “Inqualificabile, soprattutto a pochi giorni del 25 aprile, un Anniversario che a Monza raduna sempre in modo pacifico e civile quanti vogliono ricordare e celebrare la Festa della Liberazione”.

Il Sindaco ha immediatamente coinvolto gli Uffici competenti per verificare come rimediare al danno e quali iniziative prendere per ridare dignità all’intervento e ha preso contatto con i rappresentanti del Comitato Pietre d’Inciampo della Provincia MB e con i rappresentanti monzesi di ANPI e ANED per informarli dell’accaduto, ribadisce che “Il gesto nuoce alla volontà della nostra città di ricordare in modo pacifico e costruttivo: invito ciascuno di noi a mantenere viva la capacità di confronto e di dialogo, una via fondamentale perché la nostra comunità possa continuare a crescere, conoscendo il passato e i suoi significati e impegnandosi con le sue migliori energie nel presente”.


Di seguito una breve accenno biografico delle persone a cui sono dedicate le due Pietre d’inciampo

Angelo Zampieri era nato a Guarda Veneta (RO), viveva nel quartiere Cederna. Lavorava alla Breda, nella sezione staccata di Taccona di Muggiò. Fu arrestato il 12 marzo e incarcerato a San Vittore, poi a Bergamo e quindi deportato a Mauthausen. Fu poi internato a Gusen, indi a Wien Floridsdorf e di nuovo a Mauthausen, dove morì il 1 novembre 1944. Solamente nell'ottobre 1945 si ebbe conferma del suo decesso nel lager.

Mario Certa, nato a Verona il 23 febbraio 1889, manovale, fu arrestato a Monza il 12 marzo 1944 su disposizione del SD di Verona (Sicherheitsdienst – Servizio di Sicurezza delle SS), e deportato nel Campo di concentramento di Mauthausen come deportato per motivi precauzionali (SCH - Schutzhäftlinge). Fu dapprima trasferito a Gusen e successivamente internato nel Erholungsheim (letteralmente «Casa di cura») del Castello di Hartheim. Morì ad Alkoven, nel Castello di Hartheim, il 29 dicembre 1944.

Ultimo aggiornamento: 22 aprile 2026, 18:56

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