Descrizione
Dal 23 maggio al 30 agosto 2026 i Musei Civici organizzano la mostra Fuori rotta. Viaggi e viaggiatori nelle opere delle collezioni civiche. L’esposizione si configura come un’esplorazione sul valore e il significato che il tema del viaggio ha assunto attraverso i secoli e nelle diverse culture: attraverso una ricca selezione di opere delle civiche collezioni, il museo accompagna il visitatore sulle orme di grandi esploratori o anonimi viandanti, dal mitico peregrinare di Ulisse ai popoli in cammino dell’antichità, ai raffinati turisti ottocenteschi in cerca di suggestioni e atmosfere esotiche con cui nutrire fantasie e racconti.
Il viaggio non è solo raggiungere un luogo: viaggiare, in passato, era l’avventura, prima ancora del raggiungimento della meta. Prima che il viaggio divenisse esperienza piacevole di svago, si viaggiava per necessità, come la Sacra Famiglia in fuga dall’Egitto; per commercio, come Marco Polo; per fede, come i missionari; per riportare alla luce il passato, come gli archeologi. I viaggi generano ricordi e racconti, riportano con sé oggetti e cimeli carichi di suggestioni di usanze e popoli lontani: queste testimonianze consentono di viaggiare con la fantasia a coloro che, da casa, non possono intraprendere un viaggio in carne ed ossa.
L’esposizione è interamente realizzata a cura dei Musei Civici di Monza con opere di proprietà delle civiche raccolte d’arte, all’interno del percorso ormai decennale di valorizzazione, studio, promozione e divulgazione di un patrimonio artistico cittadino di straordinaria varietà e ricchezza, parte integrante della mission del museo.
La mostra è infatti anche un viaggio «dentro» le collezioni stesse dei Musei Civici, che riflettono nella loro costituzione punti di vista e attitudini da collocare in prospettiva storica: i musei – al plurale – nascono infatti nel 1935 come insieme di raccolte diverse, dalla Pinacoteca con i beni di carattere artistico, al Museo Storico con i reperti e i cimeli risorgimentali al Museo Coloniale, che in quegli anni documenta le esplorazioni africane e i contatti con le popolazioni e la natura indigeni. La storia, dal Dopoguerra in poi, ha portato a una continua riformulazione e ripensamento della visione museologica dei Musei Civici, ma le collezioni permangono custodite nei depositi, a memoria delle esperienze del passato: la mostra ci offre dunque l’occasione di rivedere o di ammirare per la prima volta opere e cimeli.
"La mostra sarà un'occasione per riscoprire reperti meno noti della collezione, raccolti in decenni che la stessa storiografia nazionale stenta a riconsiderare in chiave critica. È necessario ricordare questo elemento a premessa dell'origine dell'ex Museo Coloniale. Accanto a narrazioni di meraviglia e scoperta, romanzi d'avventura e sinceri slanci di riconoscimento della dignità dei popoli indigeni che videro l'Occidente riversarsi nelle proprie terre, la fase coloniale europea vide purtroppo perpetrati degli atti di violenza e di barbarie inauditi. Oggi pensiamo sia necessario riscoprire questa parte di patrimonio dei Musei, cercando, in questa prima occasione, di ricollocare i manufatti delle collezioni nella prima cornice, quella della meraviglia dei grandi esploratori: quella dell'incontro pacifico e prolifico tra civiltà, della curiosità sincera e della scoperta appassionante delle culture diverse a cui questi reperti appartengono", spiega l’Assessora alla Cultura Arianna Bettin.
Il percorso dell’esposizione si articola secondo diversi nuclei tematici: dipinti, stampe, cimeli, oggetti provenienti dall’Africa, ceramiche cinesi e giapponesi raccontano le mille sfaccettature del viaggio. Una sezione significativa ricorda le imprese ottocentesche di Manfredo Camperio, Gaetano Osculati e Gaetano Casati, con una selezione dei diplomi a lui conferiti dopo il trionfale ritorno in Italia, e il rapporto tra Monza e l’Africa. Le scenografie teatrali ci mostrano luoghi evocati dalla fantasia, mentre l’archeologia muove i primi passi in Egitto grazie all’arrivo di Napoleone e degli scienziati al seguito, documentati da bellissime incisioni d’epoca. La prima metà dell’Ottocento vede uno sviluppo inarrestabile del viaggio, con i pittori inglesi che realizzano album di vedute, fino all’Orientalismo di fine secolo; lo sguardo si sposta poi sull’Estremo Oriente, con l’esposizione di alcune ceramiche provenienti dal lascito di Eva Galbesi Segrè del 1923.
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Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2026, 10:40