Giorno della memoria 2026
Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2026, 10:59
In occasione del Giorno della Memoria del 27 gennaio 2026, dopo la cerimonia ufficiale alla presenza delle autorità e delle Associazioni, il Sindaco ha scoperto quattro pietre d’inciampo in città.
Erminio Tremolada, nato a Monza il 30 marzo 1911 fu arruolato nella 231^ Batteria autonoma contraerea e destinato a Rodi. A seguito dell’armistizio dell’8 settembre ‘43, i soldati italiani presenti sull'isola (39.000 circa) che rifiutarono di arrendersi furono fatti prigionieri. L'11 febbraio 1944 il piroscafo Oria, con a bordo più di 4.000 militari italiani, salpò dall'isola di Rodi e affondò nei pressi dell'isola di Patroklos. La maggior parte dei corpi non fu mai recuperata.
Matteoldani Rizzardi, nato a Monza, deve le origini del suo nome alla contrazione di Matteotti e Oldani, patrioti e antifascisti storici. Operaio tranciatore alla Breda V e partigiano, partecipò a numerose azioni di propaganda e a interventi a favore dei GAP. Fu arrestato durante un trasporto d'armi nel gennaio 1944; fu trasferito prima a Fossoli, poi a Bolzano e da lì nel lager di Mauthausen. Destinato ai lavori forzati nel lager satellite di Gusen, vi morì il 13 febbraio 1945.
Angelo Zampieri era nato a Guarda Veneta (RO), viveva nel quartiere Cederna. Lavorava alla Breda, nella sezione staccata di Taccona di Muggiò ed era il punto di riferimento della resistenza di fabbrica. Fu arrestato il 12 marzo e incarcerato a San Vittore, poi a Bergamo e quindi deportato a Mauthausen. Fu poi internato a Gusen, indi a Wien Floridsdorf e di nuovo a Mauthausen, dove morì il 1 novembre 1944. Solamente nell'ottobre 1945 si ebbe conferma del suo decesso nel lager.
Mario Certa, nato a Verona il 23 febbraio 1889, manovale, fu arrestato a Monza il 12 marzo 1944 su disposizione del SD di Verona (Sicherheitsdienst – Servizio di Sicurezza delle SS), e deportato nel Campo di concentramento di Mauthausen come deportato per motivi precauzionali (SCH - Schutzhäftlinge). Fu dapprima trasferito a Gusen e successivamente internato nel Erholungsheim (letteralmente «casa di cura») del Castello di Hartheim. Morì ad Alkoven, nel Castello di Hartheim, il 29 dicembre 1944.
