10 anni dal 2006 al 2016

2014-2015

Il bombardamento di Monza del 1916.
1914-2014 anniversario della 1a Guerra mondiale
Il 14 febbraio 1916 un aereo austriaco, reduce dal bombardamento di Milano (oltre 70 vittime), compare nel cielo di Monza verso le 9.00 del mattino, esegue varie evoluzioni e si lancia in picchiata su diverse zone della città sganciando bombe incendiarie e esplosive. A San Biagio le vittime: un calzolaio muore durante l'attacco e una donna ferita gravemente muore qualche giorno dopo. Il 18 febbraio una squadriglia di bombardieri italiani attacca per ritorsione Lubiana: muore un bambino di sette anni. Il dossier recupera il dramma della guerra “sporca” apre un fronte interno, lontano dai campi di battaglia, per colpire vittime monzesi, milanesi e slovene commemorate, senza pregiudizi, nel Roseto della Pace di Monza.

Il vendicatore. “Io non ho ucciso Umberto. Io ho ucciso il Re. Ho ucciso un principio
Gaetano Bresci, giunto a Monza da giorni, prepara l’attentato che intende compiere lungo i viali del Parco Reale. Del tutto casualmente viene a sapere che la sera del 29 luglio il Re è stato invitato alla serata di chiusura del concorso ginnico organizzato dalla società sportiva “Forti e liberi”. Umberto I, giunto alla palestra in carrozza intorno alle 21,30, segue gli esercizi ginnici e la premiazione dei vincitori.
Alla fine sale di nuovo in carrozza per tornare alla Villa Reale. Mentre sta per uscire dal portone una folla di ginnasti gli si accalca intorno. Alle 22,29 Bresci estrae la rivoltella e spara. Il re muore sulla carrozza che lo riporta alla Villa reale.
Bresci al momento dell’arresto afferma: «Io non ho ucciso Umberto. Io ho ucciso il Re. Ho ucciso un principio». La repressione sanguinosa dei moti popolari a Milano nel 1898 lo ha sconvolto.

1964 la nuova Biblioteca Civica. 1964-2014 cinquantesimo dell’inaugurazione
Inaugurata la domenica 13 dicembre del 1964, la Biblioteca non era solo più grande, ma presentava soluzioni architettoniche e di arredo che ne facevano uno spazio a disposizione del lettore. Nei cinquant'anni seguenti i monzesi hanno risposto frequentando assiduamente la biblioteca, come si era augurato il direttore nel 1964: generazioni di monzesi, infatti, si sono avvicendate al banco dei prestiti, fra gli scaffali, nelle sale per studiare, per leggere, per fare amicizia, per dialogare, per polemizzare talvolta, per consigliare l’acquisto di un libro o di un periodico, per lamentarsi di un disservizio, per contestare una multa, per partecipare a una commissione di gestione per la stesura di un regolamento o per un’attività culturale … in buona sostanza, per vivere e per progettare la “propria cultura”.


2013

1960: disastro ferroviario a Monza
La mattina del 5 gennaio 1960, poco prima delle 8, il treno 341, proveniente da Sondrio e diretto a Milano, deraglia dai binari all’altezza del sottopasso, allora in costruzione, di viale Libertà. Il bilancio è pesantissimo: 17 morti, tra cui uno dei macchinisti, e 124 feriti.
Il treno è frequentato principalmente da pendolari che si recano a Milano per lavoro o per studio: “Si conoscono tutti, e tutti si salutano, c’è sempre aria da riunione di famiglia negli scompartimenti di prima e di seconda classe”: si sa chi è la ragazza più bella del treno, si sa chi è il “giovanotto” appassionato di ciclismo, si sa chi è il ragioniere con la “schiscetta”.
Le cause della tragedia sono la forte nebbia e la velocità troppo elevata. In un tratto che doveva essere percorso a passo d’uomo il treno tocca i 90 km orari. All'origine della tragedia c’è un errore umano.

Hai fatto il peccato, bisogna fare la penitenza
Durante la notte del 21 novembre del 1871 nell’Istituto Buon Pastore di Monza scoppia una rivolta.
Le ragazze, stanche delle severe condizioni a cui sono costrette, si ribellano. Approfittando della confusione una di loro si cala da una finestra e scappa. Nella fuga cade e si ferisce un piede; la ragazza riesce a giungere nella notte a Milano dove viene poi ricoverata in un ospedale. L’evasione e il ricovero non permettono alla direttrice dell’Istituto di far passare sotto silenzio il fatto increscioso. La pubblicità e lo scalpore giungono fino ai nostri giorni incuriosendoci e interrogandoci.

Una nessuna, centomila
Chi è la misteriosa ragazza il cui nome compare più volte in documenti e atti pubblici? Scritti in modo differente, i nomi si riferiscono sempre alla stessa persona?
Ai possibili errori di trascrizione si aggiunge un fatto inquietante: forse esistono due donne con la stessa identità.
Fermata a Matera con dei girovaghi, la giovane sostiene di essere Deni Alessandrina, ma in realtà una ragazza con le stesse generalità è ricoverata in un istituto di Monza.


2012

Un artista e la sua Gorgone: breve storia di Ferruccio Mengaroni
Maggio 1925: la notizia si diffonde subito. E’ morto l’artista marchigiano schiacciato da una cassa. La voce corre, prima in tutta la Villa Reale, poi in Monza. Si chiama Ferruccio Mengaroni, pittore ceramista. Si trova a Monza per partecipare alla Seconda Mostra internazionale delle arti decorative. Un’enorme cassa circolare che pesa dodici quintali durante il trasporto per la grande scala della Villa Reale d’un tratto sbanda da un lato, Ferruccio Mengaroni si slancia dalla parte dove la cassa s’abbatte e da solo cerca di impedire la distruzione della sua opera. E’ un attimo. L’immenso peso lo schiaccia.

Monza 1951: i giorni dell’alluvione, disastro e solidarietà.
L’ 8 novembre 1951, intorno alle ore 22, dopo giorni di intense piogge, il fiume Lambro esonda nei quartieri della città prossimi al fiume. Fortunatamente non si registrano morti e feriti, come invece in altre città d’Italia e soprattutto nel Polesine, ma i danni provocati dalla piena sono comunque ingenti. Dalle cronache del tempo emerge una città molto solidale: si raccolgono denaro, indumenti, alimenti. Non solo: la solidarietà di Monza si allarga dando ospitalità agli sfollati del Polesine alluvionato.


2010 (Edizione dedicata al 150° dell’Unità d’Italia)

Monza insorge. Marzo 1848
Anche Monza partecipa ai moti per l’indipendenza della Lombardia dall’Austria.
I cittadini monzesi cacciano gli Austriaci al termine di tre giornate di scontri e combattimenti.

Monza città occupata. 1849-1853
Nel settembre del 1848 gli Austriaci tornano a Monza, ma dopo i moti di marzo sono spietati e feroci. Sui manifesti pubblici, affissi per le strade, proibiscono i cappelli alla Garibaldi, le scritte sui muri, i capannelli di cittadini per strada, le riunioni... Cresce il malcontento e una notte un ufficiale austriaco viene aggredito.

L’ordine era chiaro. Storia di Carlo e Pietro Rivolta fucilati il 12 settembre 1848
Il 12 settembre del 1848 gli Austriaci fucilano due contadini monzesi accusati di nascondere nella loro abitazione armi e munizioni.
Erano veramente patrioti? Oppure infastidivano qualcuno che li denunciò accusandoli ingiustamente?

In fuga col Generale Garibaldi. Scappare di casa a vent’anni
Senza avvertire la famiglia, abbandona gli studi universitari e scappa. Raggiunge Garibaldi a Quarto per imbarcarsi coi Mille
Avventura di un giovane intrepido patriota monzese: Achille Mapelli.


2009

Un bugiardo patentato. Storia di Vincenzo Vasetti, o Ronzoni o Lanzini
Cinque documenti datati 1863 narrano la storia di un ragazzetto di circa 8 anni: spesso viene trovato a gironzolare solo e ogni volta che viene fermato dà una differente generalità. Chi è veramente? Un orfano, come sostiene più volte, o è un ribelle irrequieto scappato da casa?

Inscì bisogna fare e piantare qui. Storia di una famiglia di senza tetto
Il 30 settembre 1888 una donna scarica da un carretto i mobili di casa con l’intenzione di ripararsi sotto il portico dell’Arengario. Intervengono a più riprese le forze dell’ordine per farle sgomberare le masserizie, ma la donna non desiste. Nella stessa mattinata la raggiungono i figli e il marito. Chi è questa famiglia di poveri, senza un tetto che è disposta a dimorare sotto le intemperie? Come mai sono ridotti in questo stato miserevole?

Una nessuna, centomila
Chi è la misteriosa ragazza il cui nome compare più volte in documenti e atti pubblici? Scritti in modo differente, i nomi si riferiscono sempre alla stessa persona?
Ai possibili errori di trascrizione si aggiunge un fatto inquietante: forse esistono due donne con la stessa identità.
Fermata a Matera con dei girovaghi, la giovane sostiene di essere Deni Alessandrina, ma in realtà una ragazza con le stesse generalità è ricoverata in un istituto di Monza.

Storia di Romeo Assara, pazzo per finzione
Avvincente storia di un anarchico accusato di diserzione durante la Prima guerra mondiale e ricoverato a Mombello.
Successivamente ha contatti con antifascisti e viene prima arrestato poi confinato a Ponza.
Non sbarcherà mai sull’isola perché a Napoli fingendosi pazzo viene ricondotto al nord e rinchiuso nuovamente a Mombello.
Un caso di pazzia o un abile mistificatore?

Hai fatto il peccato, bisogna fare la penitenza
Durante la notte del 21 novembre del 1871 nell’Istituto Buon Pastore di Monza scoppia una rivolta.
Le ragazze stanche delle severe condizioni a cui sono costrette si ribellano. Approfittando della confusione una di loro si cala da una finestra e scappa.
Nella fuga cade e si ferisce un piede; la ragazza riesce a giungere nella notte a Milano dove viene poi ricoverata in un ospedale.
L’evasione e il ricovero non permettono alla direttrice dell’Istituto di far passare sotto silenzio il fatto increscioso. La pubblicità e lo scalpore giungono fino ai nostri giorni incuriosendoci e interrogandoci.


2008

Musicista in disgrazia
Nel 1874 il maestro ed organista del Comune di Cavenago per motivi imprecisati perde il posto di lavoro. Si trasferisce a Monza dove in pochi anni consuma tutto il suo patrimonio ed è costretto a vivere di elemosina.

Lo chiamavano il Cremona
Fra il 1879 e il 1887, un individuo di cattiva condotta incarcerato più volte per omicidio, furto e per oziosità si trasferisce a Monza dalla natia Cremona. Stravagante e quasi sempre ubriaco, fa il buffone e il pagliaccio per le vie circondato sempre da ragazzi e dai buontemponi che gli pagano da bere per assistere alle sue esibizioni.

Marinaio per forza
Nel 1933 un ragazzino di undici anni, vivace ed irrequieto, spesso si allontana da casa. La famiglia ottiene l’ammissione del figlio sulla nave scuola Scilla della Regia Marina. Un ennesimo scherzo di troppo riporterà il ragazzino in famiglia.

Sottotenente medico sul Carso
Nel 1916 un giovane sottotenente e aspirante medico viene inviato sul fronte del Carso. Assiste i soldati colpiti dai gas asfissianti: l’episodio lo stravolge. La “demenza precoce” diagnosticata nel 1918 determinerà il definitivo ricovero a Mombello fino alla morte dell’ex ufficiale avvenuta nel 1938.

Nella rete di Linda
Nel 1918 un sottotenente viene ricoverato d’urgenza nell’Ospedale psichiatrico di Mombello per “vivacissime turbe psico-sensoriali”. Il soldato confida per lettera tutte le sue allucinazioni e le cure dolorose a cui è sottoposto alla amata moglie Linda nella speranza che lo aiuti ad uscire dall’ospedale. Dopo una terza dimissione del 1919 si perdono le tracce del sottotenente.


2006

11 agosto 1742, Monza
Una misteriosa nuvola di vapore, fragorosa e abbagliante, attraversa la città, radente i tetti, e infine sparisce ad oriente.

25 settembre 1807, Monza
Due guardie d’onore del Vice Re disputano violentemente e dalle parole passano ai fatti. Nel duello uno dei contendenti muore.

11 gennaio 1943, Monza
Un cercatore d’oro chiede l’autorizzazione per scavare anche nel Parco e gli viene negato il permesso. Ma se c’è davvero l’oro nel Parco la richiesta potrebbe essere riesaminata.

6 settembre 1943, Monza
Lo zoo di Milano è nel Parco di Monza: paure per le belve, denunce inascoltate; finché un fatto decide il Podestà a telegrafare al Prefetto: “Belva ghepardo ha sbranato custode…”.





Ultimo aggiornamento: Mon May 23 14:15:23 CEST 2016
Data creazione: Mon Apr 18 10:58:35 CEST 2016

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