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Personaggi

cartina anticaChi ha creato il Parco?
 
Canonica Luigi, architetto
Giacomo Tazzini, architetto


Luigi Villoresi, capo giardiniere
Giovanbattista Rossi, capo giardiniere
Giovanni Manetti, capo giardiniere


Raffaele Cormio e la sua Siloteca, agronomo


Una nuova sezione dedicata agli uomini che idearono con la loro artistisca genialità il grande Parco di Monza e per tributare loro il nostro "cosciente omaggio di ammirazione" (R. Cormio).

La nostra gratitudine oltre che ai suoi fondatori deve rivolgersi anche ai preposti alla sua conservazione che curarono il Parco durante la sua lunga vita.

Il grande Parco di Monza considerato un nobilissimo dono degli avi implica a noi uomini del terzo millennio l'obbligo della sua conservazione e della trasmissione alle genarzioni future; questa è la promessa che rivolgiamo al Canonica, al Tazzini, al Villoresi e a tutti quelli che crearono con passione un Parco ancora oggi unico nel suo genere.



RAFFAELE CORMIO E LA SILOTECA

Sambucus nigra, legnetto(Adoxaceae), Milano, Museo Civico di Storia Naturale (Siloteca Cormio) Si tratta di una collezione di legni istituita ufficialmente nel 1935 da Raffaele Cormio, che ne era stato anche l'ideatore.
La raccolta è molto importante, non solo perché essa contiene ed illustra, ma soprattutto perché rappresenta il prototipo delle collezioni legnose: essa infatti, fu, in assoluto, la prima nel suo genere e raggiunse presto notorietà tra i musei specialistici e gli istituti del legno di tutto il mondo.

La raccolta è composta da circa 400 campioni tagliati, grosso modo, a forma di parallelepipedo, con dimensioni medie di cm 16 x 13 x 4, ricavati, ognuno, da un'essenza diversa. Ogni campione è tagliato in modo da presentare due facce principali e tre facce minori: le due principali corrispondono a piani di sezione tangenziale, cioè a tagli praticati nel senso della lunghezza del tronco, ma non secondo il raggio del tronco stesso; l'aspetto del legno, in queste sezioni, è molto caratteristico per ogni specie di pianta, presentando, ogni volta, un particolare colorito, con riflessi superficiali caratteristici, marezzature e venature che rivelano un notevole senso artistico.


Wistaria floribunda, rodella (Fabaceae) Milano, Museo Civico di Storia Naturale (Siloteca Cormio)Il dorso di ogni campione termina, verso la base, con una sporgenza che corrisponde alla superficie esterna del tronco ed è ricoperta dalla scorza, impropriamente chiamata corteccia. Per una migliore resa espositiva Cormio volle ritrarre su molti pezzi della collezione i caratteri botanici utili al riconoscimento di ogni specie; ecco quindi che su una delle due facce grandi di questi campioni egli fece scolpire o dipingere rametti con foglie, fiori e frutti delle specie corrispondenti ad ogni pezzo.

La raccolta più ricca di pezzi legnosi è poi costituita dalle cosiddette "rodelle": si tratta di sezioni trasversali di tronchi e rami di vario spessore, appositamente prelevati e preparati per l'esposizione didattica. La collezione annovera più di un migliaio di campioni, dai più piccoli, con diametro di pochi centimetri, fino alla rodella della gigantesca sequoia californiana di oltre tre metri di diametro.
 
Questa raccolta può essere considerata il cuore della Siloteca poiché ne costituisce la parte di maggior pregio scientifico, didattico e museologico. Ad essa si aggiunge una ricca serie di materiali eterogenei come le raccolte di erbari, campioncini legnosi, collezioni di frutti e semi, pezzi tematici di anatomia vegetale, una piccola raccolta di testimonianze fossili, curata da Cormio per corredare la Siloteca anche con qualche elemento di paleontologia del legno, legni storici e infine, manufatti artistici in legno.

Nel 1935 Cormio vendette la sua preziosa collezione al mecenate milanese Marco De Marchi che si impegnò a farne dono al Comune di Milano con la clausola che Cormio stesso ne assumesse la direzione. Fu così che la Siloteca fu aperta al pubblico, il 28 ottobre 1935. La sede occupava alcuni locali dell'ex Politecnico sul fianco sud del parco della villa reale di Milano. Il complesso constava di un settore museologico-espositivo, di una ricca biblioteca specializzata, di laboratori e di falegnamerie. L'istituto rimase operante fino a che Cormio fu in vita. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1952, il settore sperimentale perse ogni funzione e quello espositivo venne trasferito, nel 1955, in due capannoni di via San Vittore di proprietà del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica. In questa sede la Siloteca fu pressoché dimenticata fino a quando, nel 1973, il Comune di Milano, nell'intento di recuperarne il valore storico e scientifico, ne deliberò l'accorpamento al Museo di Storia Naturale.

Si ringrazia per i testi il Dott. Enrico Banfi,
Direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Milano.

Per un maggiore approfondimento sulla collezione Cormio
si rimanda a E. Banfi, La Siloteca Cormio, Milano 1987.

 
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