RAFFAELE CORMIO - Agronomo, direttore del Parco
Nato a Molfetta (Bari) l'8 febbraio 1883, era figlio di un noto costruttore navale. Fin dall'infanzia respirò l'atmosfera dell'ambiente di lavoro del padre: osservava e partecipava alle operazioni di taglio del legname grezzo seguendone anche tutte le fasi di lavorazione fino al montaggio finale. Quel che più colpiva e affascinava la sensibilità e l'interesse del giovane Cormio era dunque il legno, quella materia a lui familiare e tanto adatta a ricoprire anche funzioni di alta tecnologia.
Era ovvio, dunque, che, con tali premesse, nel pensiero di Cormio il legno sarebbe diventato motivo centrale di sviluppo di una raggiera di interessi diretti principalmente verso tre campi della conoscenza: quello tecnico, quello storico e quello scientifico.
Nel 1907, dopo un soggiorno in America, a Hoboken (New Jersey), dove si trattenne un anno, Cormio diede seguito ai suoi propositi: iniziò cioè a raccogliere di sua mano era farsi spedire, con l'aiuto di appassionati e collaboratori ai quali sapeva trasmettere il proprio entusiasmo, campioni legnosi di ogni genere che, per qualche ragione, potessero costituire motivo di interesse scientifico, tecnico o storico. Tra i molteplici criteri adottati nella raccolta di questa collezione, che andò rapidamente ingrossandosi, fondamentale fu l'intento didattico e documentaristico, dettato dalla volontà di testimoniare appunto in modo sistematico le differenze visive ed i caratteri botanici delle piante legnose della nostra flora ed anche, in parte, di flore esotiche.
Il Cormio divenne ben presto profondo conoscitore degli spazi verdi di Lombardia, in particolare del Parco e Villa Reale di Monza dove operò per due anni (1937-39) in qualità di Soprintendente. Tra le sue molte iniziative così, spicca una mappatura delle piante arboree del Parco già morte in piedi o comunque fisiologicamente compromesse, e quindi da rimuovere. Cormio, sempre assistito dal valido collaboratore Mario Gianazza, ebbe inoltre il merito di assemblare, preservare e valorizzare la collezione di cassettine di legno contenenti gli organi delle varie piante, uno dei più pregiati tesori botanici creati sotto il patrocinio dell'arciduca Raineri.





