Piazza Roma
L'Arengario costituisce il più importante monumento civile della città ed è il simbolo dell'autonomia comunale. Fu infatti costruito nella seconda metà del 1200 quale sede del governo cittadino e collocato nel nucleo centrale e vitale della città in contrapposizione urbanistica al Duomo.
Il suo nome deriva dal germanico hari-hriggs e significa circolo dell'esercito, ossia anello, in quanto i membri dell'assemblea cittadina si sedevano in cerchio.
Oggi è sede di mostre.
L'antico palazzo municipale ha caratteristiche architettoniche tipiche dell'età gotica e delle città dell'Italia settentrionale ed è caratterizzato da un balcone esterno usato per "arringare" il popolo e affiancato da una torre campanaria, in cotto, quadrata, merlata, e cuspidata.
Ha la forma di un parallelogrammo con i lati maggiori paralleli che misurano 30,30 metri cadauno, mentre i lati minori misurano 12,40 metri. E' realizzato in pietra di serizzo concia nella zona adibita a porticato, e in cotto nel resto dell'edificio.
Si tratta di un corpo di fabbrica di due piani fuori terra, "ad aula", costituito da un grande porticato al piano terra,delimitato da due campate di pilastroni in pietra sormontati da archi a sesto acuto in cotto, ornati con tarsie di marmo bianco. Tale spazio veniva utilizzato per il mercato.
Al primo piano, una grande aula o salone - un tempo utilizzata per le adunanze e le assemblee e che oggi è divenuto spazio museale e pinacoteca- ha le pareti in cotto nelle quali sono inserite una serie di trifore con colonnine di marmo bianco, incorniciate da archi a tutto sesto ornati con tarsie contrastanti.
La facciata sud è dominata da una loggetta coperta definita "parlera", una specie di piccola tribuna delimitata da lastroni di marmo e sostenuta da due colonnine di marmo, al centro della tribuna è collocato un leggio di marmo. Qui venivano letti i decreti del Comune. Il tetto, a doppio spiovente, è sostenuto da capriate lignee di notevoli dimensioni. Dal piano terra al piano nobile ora si accede attraverso una grande scala a chiocciola di granito, posta nella zona nord.
Il lato nord-est è affiancato da una torre campanaria, in cotto, quadrata, merlata e cuspidata ed è testimonianza di una tipologia architettonica ispirata a forme che affondano le radici nella tradizione romanica e gotica.
Ha subito un restauro di tipo conservativo nel 1890 ad opera di Luca Beltrami, mentre la torre venne ricostruita nel 1903, lo stesso anno in cui venne realizzata la scala a chiocciola interna all'edificio.



