Fiume lombardo lungo 130 Km, nasce al Pian Rancio Presso Magreglio, in Valassina, quindi entra nel lago di Pusiano attraverso una canalizzazione detta "Lambrone" costruita nel 1817, passa attraverso la città di Monza per andare poi a sboccare nel Po nei pressi di Chignolo.
Geologicamente si è formato in epoche assai recenti. Il suo corso si è delineato dopo la fusione dei grandi ghiacciai Würmiani (dal nome della località della Baviera dove all'inizio del secolo vennero studiate le successioni dei vari depositi morenici, questa riguarda il periodo paleolitico, la V glaciazione).
La sua etimologia deriva dal sanscrito LAMB che significa andare giù affondare, sembra che nelle vicinanze di Lasnigo, il Lambro scompaia nel terreno per un breve tratto. I fiumi fin dai primordi della civiltà sono stati i luoghi di insediamento abitativo e di sviluppo della civiltà, il Lambro ne è un esempio soprattutto per quanto riguarda la città di Monza.
Questo fiume che taglia a metà la città di Monza, nella prima metà del 1300 subì un biforcazione (il Lambretto) a scopo difensivo.
Nel 1500 fu oggetto di studi da parte di Leonardo da Vinci che progettò un canale navigabile dai laghi briantei al lago di Lecco.
Il fiume Lambro è molto interessante dal punto di vista dell'archeologia industriale monzese, le acque costituivano una preziosa forza motrice per l'attiva industria monzese ricca di opifici e di filande. Dal 1600 in poi ha visto un grande fiorire di mulini che nel corso dei secoli sono passati dai mulini utilizzati per la lavorazione della seta a quelli per il grano e a quelli per il cotone.
Un esempio è la ditta tessile Frette che per il candeggio dei suoi tessuti si serviva dell'acqua del Lambro, ma non possiamo tralasciare i cappellifici che usavano acqua e acido in abbondanza.
Anche l'industria agricola così come l'attività ittica, hanno beneficiato delle acque di questo fiume e - grazie ad un sistema di chiuse - delle sue rogge (Rogge = fosse derivate dal fiume, irrigatorie e per muovere mulini o gualchiere).
Dal lago di Pusiano sino a Monza, il Lambro denomina una zona destinata a Parco, "Parco della Valle del Lambro", i limiti di questa zona sono stati originati da una proposta di legge risalente al 1972 divenuta legge nel settembre del 1983. L'obiettivo che la Regione si prefigge è la salvaguardia dell'ambiente e la protezione della vegetazione soprattutto quella all'interno del Parco della Villa Reale, inoltre il recupero e il riutilizzo dei beni storici, naturalistici e paesaggistici presenti nel territorio.
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Il Lambro e i suoi ponti
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