Villa Torneamento – Via della Taccola
Le prime notizie relative alla villa risalgono al 1429, quando alla fine di una forte ondata di peste la famiglia Della Croce decisero di costruire un luogo per ospitare nuovamente il divertimento dei tornei cavallereschi, da cui la villa ancora oggi prende il nome. Del castello che doveva proteggere i Della Croce nelle sanguinose lotte con i Rabia, i Luini e i Pilucchi si perde quasi completamente traccia già a metà del 1500. l’attuale villa viene fatta costruire dalla famiglia Blondel nel ‘700.
Di particolare pregio sono i giardini custoditi dai cancelli della villa, progettati e realizzati nel 1835 dall’architetto Balzaretti, l’autore dei Giardini Pubblici di Milano, e il salone da ballo abbellito con due medaglioni barocchi, mentre i quattro imponenti torrioni merlati che danno su via della Taccola sono della fine dell’ottocento.
La villa diventa proprietà della Congregazione delle figlie del Divino Zelo nel 1951 e solo otto anni più tardi iniziano le attività scolastiche che ancora oggi occupano le sale della villa.
Collegio della Guastalla
L’antica villa viene costruita dalla contessa Teresa Pallavicini Barbò nei primi anni dell’800 sullo stile delle classiche ville patrizie romane. Formata da un corpo centrale e due ali laterali disposte a novanta gradi. La facciata interna, più maestosa di quella esterna da sui giardini della villa, mentre quella anteriore, ricca di elementi neoclassici si affaccia su due ampi cortili.
La villa Pallavicini come la conosciamo adesso viene completata a seguito di un grosso intervento strutturale nel 1935, in tempo per ospitare il collegio della Guastalla che qui si trasferisce dalla sua sede milanese negli anni del fascismo.
Nell’ala nord si trova anche la chiesa nota per il pregevole coro ligneo e i due affreschi dell’allievo di Tiziano Giovanni da Monte da Crema “L’incoronazione di spine” e “La flagellazione”.
Cappellificio Monzese – Corso Milano
Oggi tutti entrano in questo edificio per ritirare pacchi e raccomandate o addirittura la pensione, ma dal 1880 a metà del novecento l’edificio ospitava direzione ed amministrazione di uno dei maggiori cappellifici della città. Nei suoi capannoni che occupavano 6000 metri quadrati di area urbana, il cappellificio monzese produceva 5000 cappelli al giorno dando lavoro a più di 400 operai. L’edificio della posta, l’unico ancora visibile dell’intero complesso industriale, ha un imponenza sottolineata dal cortile circondato da due ali laterali e dal timpano frontale ornato di orologio.
Ospedale vecchio – Via Solferino
18 padiglioni collegati da tettoie di ferro furono costruiti nel 1894 per venire in contro alle esigenze di una città sempre più popolosa. Il corpo centrale su tre livelli è il più ampio e imponente dell’intera struttura che si fraziona in edifici minori all’interno dell’area. Notevole anche il giardino interno che si trova subito oltre i cancelli d’ingresso che, come in uso a metà del secolo scorso, risulta chiuso ai lati dalle due ali dell’edificio centrale.



