Depuratore San Rocco

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Avanzamento
50
Inizio attività
Sat Dec 19 01:00:00 CET 2015
Fine attività prevista
Tue Feb 28 01:00:00 CET 2017
Progetto

I lavori presso l’impianto di depurazione San Rocco di Monza, uno tra i più grandi in Lombardia e in Italia, porteranno all’ammodernamento necessario per adeguare i limiti di scarico imposti da Regione Lombardia.

Il progetto partecipato dall’Amministrazione comunale e avviato da BrianzAcque, l’azienda pubblica che gestisce a
livello industriale il ciclo idrico di Monza e Brianza e del Nord Est di Milano, prevede due interventi:

  1. copertura delle vasche di sedimentazione. 
    Per risolvere il problema delle esalazioni moleste che colpiscono i dintorni del depuratore, BrianzAcque coprirà i due grandi sedimentatori circolari dal diametro di 60 e 52 metri, situati all’aperto,  al cui interno vengono separati i fanghi misti.
    Uno dopo l’altro, gli invasi, profondi 6 metri e mezzo, con una superficie totale a contatto con l’aria di circa 5 mila metri quadrati, sono destinati ad essere chiusi e sigillati con una struttura a raso in vetroresina, sostenuta da travi reticolari radiali a vista di acciaio zincato. Dentro gli edifici, l’aria verrà aspirata e trattata con un sistema di biofiltri in grado di assorbire i miasmi maleodoranti prima che vengano immessi in atmosfera. Ad intervento concluso, quelle monzesi risulteranno le vasche coperte più grandi d’Italia e tra le più grandi d’Europa. Ad eseguire i lavori la Severn Trent Italia di Desenzano del Garda che, lo scorso agosto, si è aggiudicata la gara di appalto. Salvo imprevisti, la prima vasca sarà chiusa a luglio 2016 e la seconda nel febbraio 2017. Complessivamente, la previsione di spesa è di euro 4.596.574 euro.

  2. riqualificazione della sezione d’ossidazione.  Alle 16 vasche verrà applicata una tecnologia denominata “a fasi alternate”, eliminando gli attuali 4 ventilatori per lasciar spazio a compressori e ad un sistema di diffusione che permette una maggior concentrazione di ossigeno nelle vasche.
    Una trasformazione che massimizzerà le prestazioni minimizzando i costi energetici con un risparmio valutabile attorno ai 700 mila euro all’anno, ma soprattutto che consentirà di rispettare i limiti regionali più restrittivi imposti dal nuovo regolamento di Regione Lombardia che entrerà in vigore dal 31 dicembre 2016, evitando di incorrere in sanzioni legislative per illeciti allo scarico.
    In particolare, la SOTECO Spa di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, sostituirà tutte le attuali apparecchiature, risalenti agli anni Settanta e ormai superate, con nuovi sistemi di adduzione dell’ossigeno alle vasche e con strumentazioni e software specifici. Al posto dei 4 ventilatori che oggi immettono ossigeno nei sedici invasi rettangolari, profondi 5 metri, saranno introdotti dei compressori e un sistema di diffusione in grado di distribuire una più alta concentrazione di ossigeno nelle vasche , garantendo così una maggiore efficienza nel trattamento biologico. La durata dei lavori è di 600 giorni. L’importo dei lavori aggiudicati con gara d’appalto ammonta a 3 milioni 668.850 (ribasso pari al 27%). L’ottimizzazione del comparto permetterà di ridurre i valori di azoto totale. I lavori saranno eseguiti su due vasche alla volta con l’obiettivo di non interrompere il ciclo depurativo. La tecnologia utilizzata è già stata adottata con successo in analoghi impianti in Italia e in particolare in Trentino Alto Adige. In totale, la previsione di spesa è di 6.179.054 euro.

Il depuratore è stato costruito nei primi anni Sessanta sulla sponda sinistra del Lambro, dove attualmente copre 12 ettari e serve 36 comuni, grazie ai 152 chilometri di collettori che canalizzano i reflui e li portano all’impianto di depurazione, da cui vengono quindi restituiti all’ambiente attraverso le acque del fiume. Un servizio che verrà garantito per tutta la durata dei lavori, con l’impianto attivo e funzionante in modo da evitare qualunque tipo di disagio alla popolazione.
Le operazioni di manutenzione si concluderanno in un anno, un anno e mezzo al massimo, riducendo considerevolmente i tempi previsti dal precedente Master Plan (fase liquami), che prevedeva una durata complessiva di 7 anni e un costo da 62 milioni di euro, che l’attuale piano ha invece ridotto a 10. E per dimostrare l’efficienza promessa saranno installati anche tre contatori per osservare i tempi di avanzamento dei lavori, uno al quartiere San Rocco e due nei cantieri di BrianzAcque.
L’ammodernamento garantirà quindi alla struttura un allineamento con il Regolamento di Regione Lombardia, entrato in vigore il 31 gennaio 2015, tagliando le emissioni di azoto in eccesso e permettendo allo stesso tempo un consumo di suolo pari a zero, dato che si tratta di un adeguamento tecnologico e funzionale compiuto su quello esistente.

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